MUSICA SACRA DEL MEDIOEVO

Prof. Pastori


1. Il Medioevo

Il medioevo è il periodo storico che chiude l’età antica ed inizia nel 476 d.C. con la deposizione dell’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo e durerà per circa mille anni fino al 1492, data eletta come suo termine, con la scoperta dell’America.
In questo periodo storico la musica subisce profonde trasformazioni e vede molte innovazioni.


2. Piccoli cenni di storia

L’Editto di Milano (313 d.C.)

Nel 313 d.C., l’imperatore dell’Impero romano d’occidente Costantino e l’imperatore dell’Impero romano d’oriente Licinio si incontrano a Milano per sottoscrivere un accordo che permetterà ai cristiani di poter professare liberamente le loro fede, noto come noto come l’Editto Di Milano l’Editto Di Milano.

Sant’Agostino e il canto antifonale

Nel dicembre del 374 Aurelio Ambrogio, governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano, venne nominato Vescovo della città, egli riteneva che la musica fosse uno degli strumenti più efficaci per educare il popolo alla fede.

Sant’Agostino e il canto antifonale

Nell’anno 387, in una mite una giornata di primavera nella città di Milano il futuro Sant’Agostino ricevette il battesimo per mano del Vescovo Ambrogio, l’uomo che sapeva tener testa alla corte imperiale.
Agostino piangeva nella fonte battesimale ascoltando i canti che accompagnavano quel momento.
I canti che venivano eseguiti nella chiesa di Milano erano prevalentemente inni cantati da due cori alla maniera degli orientali detto canto antifonale.


3. Papa Gregorio Magno e il canto liturgico

Nel vasti territori che un tempo appartenevano all’Impero romano d’occidente, i canti e le liturgie erano molto differenti nelle varie zone geografiche, per evitare che i riti differenti  portassero la chiesa a divisioni, Papa Gregorio I detto Gregorio Magno (primo Papa benedettino nel 590) attribuì ai monasteri il compito di uniformare il rito in questo modo:

  • conservare
  • copiare grazie al lavoro degli amanuensi
  • diffondere
  • fissare gli elementi del canto liturgico

Sotto la probabile guida del Pontefice vennero scelti melodie, testi e si compilò una raccolta di canti da usarsi nella messa chiamata “antifonario”.

La Schola Cantorum

Data la vastità del repertorio e la difficoltà, papa Gregorio Magno istituì la Schola Cantorum, una scuola che preparava per nove anni i monaci all’esecuzione del canto da diffondere poi in tutti l’impero.
Il canto così identificato prese il nome di CANTO GREGORIANO.


4. Tipi di canto

  • Canto sillabico:
    una sillaba => una/tre note
  • Canto melismatico:
    una sillaba => tante note

5. Caratteristiche del canto Gregoriano

  • Eseguito da monaci preparati: voci maschili adulte, solista o coro
  • Canto monodico: tutto il coro canta la stessa nota, la stessa melodia
  • Canto piano: non ci sono salti di note molto ampi
  • La lingua è esclusivamente il Latino
  • Senza strumenti, cioè solo vocale, “a cappella”, gli strumenti erano considerati rumorosi e volgari
  • Senza pulsazione ritmica regolare: il ritmo è lento e dato dalle sillabe delle parole
  • Si esegue solo in ambienti religiosi
  • Testi tratti o ispirati alle sacre scritture
  • Può essere:
    • sillabico” in cui ogni ad ogni sillaba corrisponde una nota o un piccolo gruppo di note
    • melismatico” in cui ad ogni sillaba corrispondono molte note
  • Musica inizialmente non scritta, ma imparata a memoria seguendo un maestro
  • Solo nel tardo medioevo nasce la polifonia su melodie Gregoriane e i ritmi diventano più evidenti influenza della musica profana e necessità di avere un ritmo comune per più voci che cantano cose diverse