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Qui un confronto tra barocco e rinascimento in musica https://www.profpastori.it/2026/03/25/musica-barocca-vs-musica-rinascimentale/

 

 

 


Testo principale della presentazione in PDF MUSICA NEL RINASCIMENTO

MUSICA NEL RINASCIMENTO
By prof. Pastori

Idealmente il medioevo termina con la scoperta dell’America, così le nuove esplorazioni, lo sviluppo delle conoscenze tecniche, meccaniche, anatomiche ed ingegneristiche portano l’attenzione alle cose che l’uomo riesce a fare; l’uomo è centro dell’attenzione intellettuale, ma anche della realtà che lo circonda.

Il passaggio dal medioevo al rinascimento tra il 1400 e il 1500 è segnato da alcuni grandi cambiamenti anche in campo musicale. Nel medioevo la musica sacra era costituita dal canto gregoriano e dalle prime forme di polifonia, mentre la musica profana era patrimonio dei trovatori e trovieri e non era polifonica.

La parola chiave della musica rinascimentale è POLIFONIA. La polifonia era già nata nel tardo Medioevo con la sovrapposizione di una voce su una melodia gregoriana (ars antiqua), poi sviluppata ritmicamente e con graduale aumento delle voci (ars nova), ma la maturazione di questa tecnica compositiva avviene appunto nel rinascimento. Le voci hanno tutte la stessa importanza, nessuna prevale sulle altre.

Nel rinascimento la polifonia viene utilizzata sia in ambito sacro che in ambito profano mescolandosi anche all’utilizzo degli strumenti musicali (che sono migliorati grazie alle innovazioni tecnologiche). Si diffonde la pratica della danza: in particolare si usava danzare su una serie di brani (la cosiddetta SUITE) che si alternavano come ritmo e velocità.

La musica sacra polifonica si sviluppa presso le grandi cattedrali, mentre nei palazzi e castelli dei signori i nobili ostentavano il loro potere e la loro ricchezza con la pratica del mecenatismo: poeti, letterati, scrittori, scultori e architetti sono ospitati e pagati per lavorare presso i palazzi.

I musicisti più ricercati erano inizialmente quelli della scuola fiamminga, provenienti dalla regione delle Fiandre (compresa tra Belgio, Olanda e Francia del nord).

Ecco l’ascolto di un brano dalla polifonia esagerata, addirittura 36 voci attribuito al compositore fiammingo Johannes Ockeghem.

Un altro esempio di questa musica e della diffusione della scuola fiamminga è “El Grillo è buon cantore”, scritta in italiano dal fiammingo Josquin Desprez, nato intorno al 1450 nel nord della Francia ed attivo in Italia presso gli Sforza di Milano, come si capisce dalla lingua utilizzata.

La musica sacra si divide come succede per la religione tra cattolici e protestanti.

La musica sacra polifonica in ambito cattolico del Cinquecento è dominata dal genere della messa cantata e del mottetto, ed il più rappresentativo compositore è Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594), che scrive musiche dalla polifonia molto ricca.

La forma polifonica profana per eccellenza è il madrigale, composizione di solito a cinque voci in cui la musica cambia da strofa a strofa seguendo strettamente il testo con i cosiddetti madrigalismi (se il testo parla di salire verso il cielo, allora le note saliranno; se il testo parla della guerra, allora il suono sarà minaccioso; il pianto è sottolineato da note discendenti e tristi, ecc.).

Or che ’l ciel et la terra (Madrigale)
Claudio Monteverdi musicò un sonetto di Francesco Petrarca

Or che ’l ciel et la terra e ’l vento tace
et le fere e gli augelli il sonno affiena,
Notte il carro stellato in giro mena
et nel suo letto il mar senz’onda giace,
veggio, penso, ardo, piango;
et chi mi sface sempre m’è inanzi
per mia dolce pena: guerra è ’l mio stato,
d’ira et di duol piena,
et sol di lei pensando ò qualche pace.
Così sol d’una chiara fonte viva
move ’l dolce et l’amaro ond’io mi pasco;
una man sola mi risana et punge;
e perché ’l mio martir non giunga a riva,
mille volte il dì moro et mille nasco,
tanto da la salute mia son lunge.

Suite: successione di danze
La suite è una composizione strumentale per la danza formata da una serie di brani di ritmo e velocità alternati (lento e veloce, 2/4, 3/4, 4/4). Può essere introdotta da un preludio o ouverture e poi la successione più frequente è: allemanda–corrente–sarabanda–giga, ma possono essere presenti anche minuetto, bourrée, gavotta, passacaglia, pavana, saltarello, ciaccona, ecc.


 

Alcuni ascolti

El Grillo è buon Cantor

Josquin Desprez (1440 – 1521) fu compositore appartenente alla scuola fiamminga. Viaggiò moltissimo lavorando in diverse città: nel 1459 era a Milano come cantore nella cappella del duomo; in seguito visse a Roma, Ferrara e Parigi. Si dedicò alla composizione di musica sacra e profana.

El grillo è un buon cantore, composizione appartenente al repertorio frottolistico.

La frottola è una composizione poetico-musicale di argomento profano, inizialmente monodica e successivamente musicata a quattro voci. Generalmente breve, la frottola narra argomenti leggeri o sentimentali. 

fonte :http://blogdelsuono.weebly.com/blog-di-classe/ascolto-e-analisi-la-frottola

El grillo, el grillo è buon cantore
Che tiene longo verso
Dalle (dalle) beve (beve) grillo (grillo) canta (canta)
Dalle dalle, beve beve, grillo grilo, canta

El grillo, el grillo è buon cantore
Ma non fa come gli altri uccelli
Come li han cantato un poco

Quando la maggior el caldo
Alhor canta sol per amore
El grillo, el grillo è buon cantore
Che tiene longo verso

Dalle (dalle) beve (beve) ts-tss (ts-tss) ts-tss (ts-tss)
Dalle dalle, beve beve, grillo grilo, canta

El grillo, el grillo è buon cantore
Van de fatto in altro loco
Sempre el grillo sta pur saldo
Quando la maggior el caldo
Alhor canta sol per amore

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Zefiro torna e di soavi accenti

Madrigale di Claudio Monteverdi (1567-1643)

Il madrigale è una composizione polifonica di solito a cinque voci in cui la musica
cambia da strofa a strofa seguendo strettamente il testo (di argomento profano) con i cosiddetti madrigalismi

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Or che ‘l ciel et la terra e ‘l vento tace

et le fere e gli augelli il sonno affiena,

Notte il carro stellato in giro mena

et nel suo letto il mar senz’onda giace,

veggio, penso, ardo, piango; et chi mi sface

sempre m’è inanzi per mia dolce pena:

guerra è ‘l mio stato, d’ira et di duol piena,

et sol di lei pensando ò qualche pace.

Così sol d’una chiara fonte viva

move ‘l dolce et l’amaro ond’io mi pasco;

una man sola mi risana et punge;

e perché ‘l mio martir non giunga a riva,

mille volte il dì moro et mille nasco,

tanto da la salute mia son lunge.