La musica è la tua migliore amica, anche se non ti ascolta mai

Storia della musica POP … proviamoci

Storia del POP  … proviamoci.

Questa è una lezione che vuole tracciare una linea dell’evoluzione del pop. Anche se parlare di evoluzione è difficile, perchè alcune caratteristiche del POP rimarranno sempre uguali.

Il POP è per definizione la musica popolare, cioè quella che piace a tante persone, per le melodie orecchiabili, per i testi in cui ci si identifica facilmente, per gli arrangiamenti e le armonie rassicuranti.
E’ un genere che ha sempre accompagnato l’uomo nella vita quotidiana.
Il vero cambiamento è avvenuto nel XX secolo quando da musica del popolo è diventata musica commerciale, prima con la stampa degli spartiti , poi con l’industria discografica e dello streaming.

Dalla notte dei tempi l’uomo si accompagna con la musica per esprimere i propri sentimenti, stati d’animo e necessità di comunicare.


Cosa significa davvero “Pop”?
Dalla musica del popolo al fenomeno globale

Il termine pop deriva da popular, cioè “popolare”. Ma cosa significa davvero “popolare”?
Nel corso dei secoli, questa parola ha cambiato significato più volte:

  • musica del popolo

  • sinonimo di industria musicale
  • fenomeno globale guidato dagli algoritmi

Studiare la storia del pop non significa solo seguire un genere musicale, ma osservare come cambia il rapporto tra musica, società, geografia, pubblico e mercato.


Il Medioevo: la musica del popolo

La musica popolare medievale nasce nelle comunità rurali e si trasmette oralmente: mercato, feste, danze, lavoro.


Il Rinascimento

La musica musica colta fatta da madrigali polifonici complessi si contrappone alla musica contadina rinascimentale che è viva e funzionale.


XVII secolo BAROCCO: L’opera lirica e i teatri nasce il pubblico

Con l’apertura dei teatri e dell’opera, la musica esce dall’aristocrazia e diventa intrattenimento pagato dal pubblico: il primo passo verso la musica come prodotto di massa.


XVIII e XIX secolo: opera e gusto popolare si incontrano grazie alle arie ed ai cori

Melodie come quelle dell’opera lirica entrano nella memoria collettiva.


XX secolo: il pop diventa industria

Radio e produzione discografica trasformano il pop in business di mercato globale.


Anni ’80: MTV e il pop globale

L’immagine si lega alla musica grazie alle TV musicali, alle riviste e agli show televisivi attraverso il videoclip


Anni ’90 e oltre: boyband & girlband

Il pop contamina e si fa contaminare da altri generi, pop-punk, AOR


Anni 2000: internet e globalizzazione

Con Napster e lo streaming, la distribuzione musicale cambia radicalmente.


Globalizzazione e K‑Pop

Il K‑Pop nasce come fenomeno di nicchia e diventa globale grazie a YouTube e social media:è una musica che mantiene una forte identità culturale locale, conquistando allo stesso tempo un pubblico mondiale.


– iniziamo –


Il POP nel tardo medioevo

La musica popolare medievale nasce nelle comunità rurali e si trasmette oralmente: mercato, feste, danze, lavoro.

Poche testimonianze oggettive abbiamo sulla musica prime della scrittura, quindi si può iniziare un’analisi solo dal medioevo.

La musica popolare è sempre  stata legata alla vita nei campi e nel villaggio ed era molto legata all’intrattenimento, alla socialità ed alla danza.

Ecco un esempio di canzone e danza Friulana risalente al tardo medioevo, da Wikipedia:

In una lettera di denuncia all’inquisizione del 1624 si segnala che donne e uomini del paese friulano di Palazzolo eseguissero questa danza cantando in due cori per evocare la pioggia.

“A l’entrada del temps clar” è una ballata (balada) trovadorica (o trabadorica) anonima del XI o XII secolo in cui si canta e si balla per festeggiare l’arrivo della primavera. La primavera è allegoricamente raffigurata da una regina d’Aprile che invita i giovani al ballo, ma il vecchio re (l’inverno) è lasciato alle porte.


La musica dei contadini nel Rinascimento (XV-XVI secolo)

La musica musica colta fatta da madrigali polifonici complessi si contrappone alla musica contadina rinascimentale che è viva e funzionale.

La musica dei contadini nel Rinascimento era un’espressione culturale vibrante, radicata nella tradizione orale, nettamente distinta dalla polifonia raffinata delle corti e delle chiese. Era una musica funzionale, legata ai cicli agricoli, alle feste popolari, ai balli e alla vita quotidiana.

Caratteristiche principali della musica contadina rinascimentale

1. Danze e strumenti popolari
La danza era il cuore della musica contadina. I balli erano rapidi, energici e spesso di gruppo.

  • Saltarello: La danza più diffusa nell’Italia centrale, caratterizzata da un ritmo vivace in 6/8.

  • Tarantella: Diffusa nel sud Italia, legata a ritmi frenetici e rituali terapeutici o festivi.

Strumenti: zampogna (bagpipe), zufolo (flauto), cornamusa, piva, tamburello (o tammorra).
Strumenti a corda: ghironda (hurdy-gurdy) molto popolare tra le classi inferiori.

2. Forme vocali
La musica vocale contadina era spesso monodica o basata su polifonie spontanee e semplici.

  • Canti di lavoro: semina, raccolto, vendemmia

  • Villanelle: canti strofici, leggeri e vivaci, spesso parodianti lo stile colto del madrigale

  • Stornelli e canti narrativi: raccontano storie d’amore, passioni o lamenti (come le lamentazioni siciliane)

3. Caratteristiche stilistiche

  • Tradizione orale: la musica non veniva scritta, si imparava a memoria, ogni esecuzione unica

  • Vitalità e ritmo: diretta, ritmica, pensata per accompagnare il movimento fisico

  • Legame con la natura: testi e suoni evocano contesto pastorale e bucolico


Il Barocco

Con l’apertura dei teatri e dell’opera, la musica esce dall’aristocrazia e diventa intrattenimento pagato dal pubblico: il primo passo verso la musica come prodotto di massa.

Nel XVII secolo, grazie all’apertura dei teatri pubblici e all’opera, la musica inizia a uscire dalle corti e dalle chiese. Il pubblico pagante diventa protagonista e la musica si trasforma in intrattenimento spettacolare.

Compositori come Claudio Monteverdi e Antonio Vivaldi contribuiscono alla diffusione di un repertorio accessibile anche al di fuori delle élite.

La musica legata alle regioni geografiche

Possiamo dire che la musica popolare era legata al folklore tipico di una zona, immaginiamo che la facilità di comunicazione e condivisione che c’è ora era impensabile in quest’epoca, e la tradizione folklorica è rimasta fino ad oggi. La musica popolare è sempre stata strettamente legata alla trasmissione orale prima dell’avvento della stampa e della comunicazione di massa, quindi spesso la musica popolare si assimila a quella etnica o folk di una determinata regione.

Esempi: musica Pugliese, musica tirolese.

 

E per sottolineare la distanza in termini geografici e di tradizione ecco una musica tirolese:

 

La musica popolare ha sempre raccontato la vita del 99% della popolazione, mentre la musica colta cioè quella delle corti e delle abbazie viveva in uno stato molto elitario, queste musiche diverranno la musica classica, mentre le musiche popolari diventeranno le canzoni leggere della musica pop.


XVIII e XIX secolo: opera e gusto popolare si incontrano grazie alle arie ed ai cori

Melodie come quelle dell’opera lirica entrano nella memoria collettiva.


Il pop tra XIX e XX secolo, due esempi tra America e Italia

Ecco due esempi di musica folk che sono poi diventati un fenomeno pop:
Oh My Darlig Clementine

Funiculì Funiculà

Le arie d’opera diventano patrimonio popolare

Nel ‘700 l’opera si diffonde e le arie d’opera fanno incontrare la musica colta con quella del popolo.

Così alcune arie escono dai teatri ed arrivano a tutti:


XX secolo: la canzone pop diventa music business e si globalizza

Radio e produzione discografica trasformano il pop in business di mercato globale.

Il vero cambiamento è avvenuto nel XX secolo quando da musica del popolo è diventata musica commerciale con la stampa, la commercializzazione, distribuzione e diffusione degli spartiti.

Nella prima parte del ‘900 la musica pop è rassicurante e piace ai giovani, ma anche agli adulti perchè non ha “pericolose” allusioni e commistioni con il coevo nascente Rock’n’ Roll.

The Platters: smoke Gets In Your Eyes

Fedora Mingarelli: Un’ora sola ti vorrei

Il cui ritornello è stato utilizzato da Giorgi per la sua versione

 

La musica che parla al popolo serve come propaganda per i  regimi totalitari sfruttando toni eroici, e malinconici.

Addio mia piccola (1941, Testo: Armando Stazzonelli Musica: Carlo Innocenzi)

Gli anni ’60: il pop incontra il rock

Gli anni del Boom economico vedono musicisti internazionali come Beach Boys (Cliforniani esponenti del Sruf Rock) e The Beatles (Inglesi di Liverpool esponenti del Beat) che usano il rock come fenomeno pop

Surfin Safari –  The Beach Boys (1962)

Love Me Do  – The Beatles (1962)

Ma anche tanti italiani che miscelavano il bel canto all’italiana, con le influenze beat e rock:
24’000 Baci – Adriano Celentano (24 mila baci Compositori Adriano Celentano ed Ezio Leoni, Autori Pietro Vivarelli e Lucio Fulci, presentato al Festival di Sanremo 19611961)

Fatti Mandare Dalla Mamma – (Gianni Morandi 1962 Compositore Luis Enrique Bacalov – Autore: Franco Migliacci)

 

Gli anni ’70 il pop tra canzone d’autore e disco-music

In Italia il pop incontra la canzone d’autore : Battisti-Mogol, Tozzi, i Ricchi e Poveri, Loredana Bertè,

e anche la disco-music come nell’esempio di Renato Zero

e dall’estero gli ABBA

Anni ’80 arriva The King of POP, ma non è da solo

Gli anni ottanta vedono l’affermazione di un artista che passerà alla storia quale Michael Jackson che incarna la figura del pop idol, scrive, compone, canta, balla, recita, è un coreografo, e vende milioni di copie, e i suoi videoclip grazie alla neonata MTV, diventano globalmente famosi. MaMichel Jackson no è da solo il suo contraltare femminile è Madonna e dall’Inghilterra arrivano i Duran Duran. Inoltre la musica pop diventa elettrica, cioè le parti strumentali iniziano ad essere eseguite da sequencer, sintetizzatori e campionatori che non vengono suonati , ma programmati (Depeche Mode , Eurythmics).

Billie Jean – Michel Jackson 1983 (scritta da M.Jackson e prodotta da Quincy Jones)

Material Girl – (Madonna 1985 comositori autori Peter Brown e Robert Rans prodotta da Nile Rodgers)

Save A Prayer – Duran Duran 1985

Eurythmics 1985

In Italia il festival di Sanremo riconquista il ruolo di vetrina di cantanti affermati e nuovi cantanti sempre all’insegna delle melodie e delle tematiche POP

L’Italiano – Toto Cutugno (1983)

Terra Promessa – Eros Ramazzotti (1984)

 

Anni ’90 arrivano le Boyband ei in italia sempre grandi voci melodiche

Il successo del pop è affidato alle boyband, band create a tavolino in cui i menbri si distribuivano le caratterisctiche del teen idol, quindi c’era il bravo cantente, il bello e indomabile, quello più fanciullesco, il bravo ballerino, ecc.  (mi ricordano i personaggi dei sette nani di Biancaneve o i Puffi). I primi furono i gli americani New Kids On The Block, ma il gruppo che diventerà simbolo di questo fenomeno sono gli inglesi Take That, che fanno andare in delirio le fans con scene che si ebbero già negli anni ’60 con la Beetlemania e negli anni ’80 con i Duran Duran.

La melodia non viene dimenticata e spesso il connubio tra cinema e musica come quello di I Will Always Love you, brano scritto dalla cantante country Dolly Parton, che ricantato da Whitney Houston in un film con Kevin Costner crea successi commericali enormi.

I Will Always Love You

In Italia vince sempre la melodia, i Pooh vincono Sanremo, ma nascono astri come Giorgia e Laura Pausini che diventerà icona del pop italiano nel mondo.

Le melodie sono immediate, orecchiabili ed equilibrate, i testi raccontano la vita di tutti: gli stereotipi maschili e femminili, con le debolezze e i punti di forza, ed ovviamente si canta l’amore.

Uomini Soli – Pooh 1990

Come Saprei  – Giorgia 1995

La Solitudine  – Laira Pausini 1993

Tra gli anni ’90 ed il millennio finalmente girl power

Nel nuovo millennio le donne acquistano un potere di vendite difficilmente visto in precedenza: in contrapposizione alle boyband l’industria discografica crea la girlband più famosa: le Spice Girls che rilanciano l’idea del Girl Power. Accanto a loro voci più acerbe vicine ai giovanissimi cone Britney Spears, music a da ballo con Jennifer Lopez

Wannabe – Spice Girls (1996)

If You Had My Love – Jennifer Lopez  (1999)

 

… Baby OneMore time – Britney Spears (1998)

Anni 2000 music business vs internet

Le case discografiche hanno il loro primo nuovo nemico, si chiama Napster è un’applicazione che permette di condividere (File Sharing in Peer To Peer) files, soprattutto musica nel nuovo formato MP3.

Il mercato punta ancora di più sull’immagine dei cantanti, e sulla scena discografica, fanno la loro comparsa le nuove dive del pop: da Rihanna a Lady Gaga, Jennifer Lopez, Beyoncé, Amy Winehouse, Shakira, Katy Perry, Alicia Keys,  Avril Lavigne, Natalie Imbruglia, Robbie Williams, Justin Timberlake, Maroon 5, Coldplay

Poker Face – Lady Gaga (2008)

Dal 2010 al 2020

Il pop rimane sempre uguale a se stesso cambiano i nomi ora ci sono: Shakira, Ed Sheeran, Adele, Pharrel Williams (Happy), Alvaro Soler, e l’invasione dei tormentoni latino/ballabili, uno su tutti: Despacito Cito dal sito di Repubblica:

Quasi due miliardi di visualizzazioni in più rispetto al secondo classificato, ‘Shape of You’ di Ed Sheeran
La super-hit Despacito del cantante portoricano Luis Fonsi è il video più visto di sempre su Youtube con più di sei miliardi di visualizzazioni. Lo riferisce Youtube. Il video, pubblicato nel gennaio 2017 da Fonsi e dal rapper portoricano Daddy Yankee, detiene già il record per i due miliardi, tre miliardi e quattro miliardi di visualizzazioni in 272 giorni.

Despacito (oggi 10/05/2022, sono 7.835.259.244 visualizzazioni)

 

Il fenomeno K-Pop

La globalizzazione della musica ha portato anche alla nascita del K-Pop: all’inizio fenomeno di nicchia, poi fenomeno di massa globale, con caratteristiche originali e distintive, cercando un mercato nuovo e gusti diversi.

Conclusione: il pop è ancora “popolare”?

Nel Medioevo la musica popolare nasceva spontaneamente nelle comunità; oggi il pop è spesso progettato dall’industria e diffuso tramite piattaforme digitali.

Un tempo si cantava nei campi; oggi si clicca su una playlist.

Eppure qualcosa non è cambiato:

  • Racconta emozioni condivise
  • Crea comunità di ascoltatori
  • Riflette la società

La domanda finale non è: cos’è il pop?
Ma: Oggi il pop è ancora musica del popolo, o è il popolo che si riconosce nella musica che il mercato propone?

Studiare il pop significa studiare la società, i gusti, la cultura e i mezzi di comunicazione in continua evoluzione.

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