Descrizione e mio arrangiamento per flauti della fantastica O Fortuna – Testo dai Carmina Burana e Musica di Carl Orff
O Fortuna è uno dei brani più famosi al mondo, ma dietro quel suono epico e un po’ spaventoso c’è una storia affascinante di monaci fuori dagli schemi e di un compositore del Novecento che voleva scuotere il pubblico.
Ecco una guida semplice per la tua classe:
1. Cosa sono i “Carmina”?
In latino, la parola Carmina (plurale di carmen) significa semplicemente canti o poesie.
Nel contesto che studiamo, ci riferiamo ai Carmina Burana: una raccolta di circa 300 testi poetici scritti tra il XII e il XIII secolo. Non immaginarli come noiose preghiere! Sono canti scritti dai Goliardi (o Clerici Vagantes), giovani studenti universitari e monaci che giravano per l’Europa vivendo in modo libero.
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Di cosa parlano? Dell’amore passionale, del piacere del gioco d’azzardo, della bellezza della primavera e, soprattutto, della critica ai potenti e della fortuna che gira come una ruota.
2. Chi è Carl Orff?
Carl Orff (1895–1982) è stato un importante compositore tedesco del Novecento. Oltre a essere un musicista, era un grande educatore: ha inventato il “Metodo Orff” per insegnare la musica ai bambini usando lo strumentario a percussione (quello che forse usate anche voi a scuola!).
3. L’operazione compositiva e il recupero dei testi
Nel 1934, Orff trovò per caso il libro dei Carmina Burana. Rimase folgorato dalla potenza di quei testi antichi.
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Il recupero: Orff non “scoprì” il manoscritto (era già stato trovato in un monastero nel 1803), ma decise di ridargli vita. Le melodie originali del Medioevo erano scritte in una notazione antica quasi illeggibile; Orff decise quindi di ignorare la musica originale e di scrivere musica completamente nuova.
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Lo stile: Scelse uno stile basato su ritmi martellanti, melodie semplici che si ripetono e una grandissima orchestra con tantissime percussioni. Voleva che la musica fosse “primordiale” e potente.
4. Descrizione dei Carmina Burana (L’opera)
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Il Nome: Il titolo completo è Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis.
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Significa: “Canti di Beuern (dal nome del monastero di Benediktbeuern dove fu trovato il libro): Canti profani per cantori e cori, da eseguire insieme a strumenti e immagini magiche”.
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Cosa contengono: È una cantata scenica divisa in tre parti principali, incorniciate dal famosissimo brano di apertura e chiusura: O Fortuna.
La struttura dell’opera:
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O Fortuna (Il prologo): Un lamento sulla sorte che governa il mondo.
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Primo Vere (In primavera): Canti che celebrano il risveglio della natura e l’amore.
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In Taberna (In taverna): La parte più scatenata, dove si canta del vino e del gioco.
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Cour d’amours (La corte d’amore): Canti dedicati al corteggiamento e alla passione.
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O Fortuna (Il finale): Il ritorno del tema iniziale, a indicare che la ruota della fortuna ha fatto un giro completo e siamo daccapo.
lo trovate sia ad una sola voce
spartito stampabile O_Fortuna_solo_prima_voce
spartito interattivo https://musescore.com/user/113110/scores/6373204
che a 4 voci spartito interqttivo https://musescore.com/user/113110/scores/6373197/s/4Hwm57
O_Fortuna_quattro voci by sweep73
O Fortuna (in italiano O sorte) è un testo poetico goliardico in latino medievale, il carme numero 17 della raccolta “Codex Latinus Monacensis 4660” nota come Carmina Burana. Il testo è composto da 36 versi e spiega come la sorte da favorevole possa diventare avversa, e che essa comandi su qualunque elemento. In questo caso “fortuna”, nella lingua latina, va intesa nel suo significato neutro, quindi come “sorte”.
Testo e traduzione
| (latino)
«O fortuna velut luna statu variabilis semper crescis aut decrescis vita detestabilis nunc obdurat et tunc curat ludo mentis aciem egestatem potestatem dissolvit ut glaciem. Sors inmanis et inanis rota tu volubilis status malus vana salus semper dissolubilis obumbrata et velata mihi quoque niteris nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris. Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria est affectus et defectus semper in angaria hac in hora sine mora cordis pulsum tangite quod per sortem sternit fortem mecum omnes plangite.» |
(italiano)
«O Fortuna, come la luna (sei) variabile nel (tuo) stato, sempre cresci o decresci. La vita detestabile prima opprime e poi calma, per gioco, una mente acuta; la miseria, la potenza, dissolve come ghiaccio. Sorte crudele e vana, tu ruota volubile, stato incerto, falsa prosperità sempre dissolubile, oscurata e velata anche su me stendi la tua ombra. Ora per gioco la schiena nuda offro al tuo scempio. La sorte, nella salute e nella virtú ora [è] a me contraria, (ogni uomo) è (da te) colpito e sconfitto, sempre in schiavitú. In questo momento, senza indugio, corde, percuotete il polso! Poiché per sorte (la Fortuna) prostra l’uomo forte, con me tutti piangete!» |

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