La storia della distribuzione musicale è un passaggio attraverso prassi e tecnologie:

Memoria → Scrittura → Stampa → Registrazione → Digitale → Internet

 

L’evoluzione dei mezzi di distribuzione della musica

Dall’oralità allo streaming

La storia della musica non è solo la storia dei suoni e dei compositori, ma anche la storia dei mezzi con cui la musica viene conservata, trasmessa e ascoltata.

Ogni nuova tecnologia ha cambiato il modo di fare musica, di studiarla e di diffonderla.


1. L’oralità: la musica senza scrittura

Per migliaia di anni la musica è stata trasmessa solo attraverso la memoria e l’ascolto.

Non esistevano spartiti, registrazioni o strumenti per conservare il suono.

Le persone imparavano le canzoni ascoltando gli altri:

  • canti di lavoro
  • canti religiosi
  • ninne nanne
  • racconti epici

Un esempio è la cultura dei poemi epici greci, come quelli attribuiti a Omero: venivano tramandati da cantori chiamati aedi, che li ricordavano e li modificavano leggermente durante l’esecuzione.

Il limite dell’oralità:

  • ogni esecuzione poteva cambiare
  • le melodie potevano andare perdute
  • non era possibile riprodurre esattamente un brano

2. La nascita della scrittura musicale: l’antica Grecia

Gli antichi Greci cercarono di rappresentare la musica attraverso simboli.

Un documento importantissimo è:

L’Epitaffio di Sicilo (I secolo d.C.)

È considerato il più antico esempio conosciuto di brano musicale completo con:

  • testo
  • musica
  • notazione: lettere che rappresentano le note

È inciso su una stele funeraria.


3. Il Medioevo: la musica scritta della Chiesa

 

Nel Medioevo la musica veniva conservata soprattutto nei monasteri.

La Chiesa aveva bisogno di trasmettere i canti liturgici in modo preciso.

Nascono i primi sistemi di scrittura musicale.

I neumi in campo aperto

I monaci iniziarono a scrivere piccoli segni chiamati neumi sopra il testo.

Indicavano:

  • salita della voce
  • discesa
  • andamento della melodia

Però avevano un problema: non indicavano con precisione le altezze delle note.


4. Il tetragramma e Guido d’Arezzo

Un grande cambiamento arriva con Guido d’Arezzo (XI secolo) monaco italiane che inventò un sistema più preciso:

Il tetragramma

Era formato da quattro linee sulle quali venivano posizionate le note.

Questo permise di leggere la musica con maggiore precisione.

Guido d’Arezzo introdusse anche:

  • i nomi delle note (ut, re, mi, fa, sol, la)
  • un metodo per imparare le melodie

La musica poteva finalmente essere copiata a mano dagli amanuensi e diffusa.


5. La stampa musicale: la musica diventa un prodotto (XV sec)

Nel XV secolo arriva la stampa grazie a Johannes Gutenberg e poco dopo nasce la stampa musicale, si potevano produrre centinaia di copie: Ottaviano Petrucci pubblica nel 1501 una delle prime raccolte musicali stampate.


6. I rulli forati: la musica meccanica (XIX sec)

Tra Ottocento e Novecento nasce la possibilità di far suonare strumenti automaticamente come gli organi meccanici i quali usavano rulli di carta perforata che azionavano la vibrazione e producevano musica senza un musicista presente.


7. La registrazione del suono: il grammofono

La vera rivoluzione arriva nel 1877 con il fonografo di Thomas Edison e successivamente arriva il Grammofono di Emile Berliner:

Il suono viene inciso su un disco di cera lacca e per la prima volta una persona poteva ascoltare la voce ed i suoni di qualcuno che non era presente.

Nasce l’industria discografica.


8. I dischi: 78, 45 e 33 giri

78 giri

Primi dischi diffusi.

Contenevano pochi minuti di musica.

45 giri

Diventano famosi negli anni ’50.

Contenevano circa 3/4 minuti di musica:

  • lato A → singolo principale
  • lato B → altra canzone

Sono fondamentali per la nascita del pop.

33 giri (LP)

Il Long Playing permette di mettere un intero album.

Nasce il concetto moderno di album musicale


9. La radio: la musica entra nelle case

Negli anni ’20 nasce la radio.

La musica non deve più essere comprata per essere ascoltata.

Un artista può raggiungere milioni di persone contemporaneamente.

La radio porta al successo:

  • cantanti
  • orchestre swing
  • gruppi musicali

10. Il jukebox: la scelta della musica

Negli anni ’40-’50 compare il:

Jukebox

Una macchina nei bar dove si poteva scegliere una canzone inserendo una moneta.

Diventa simbolo della cultura giovanile.

È legato alla nascita del:

  • rock’n’roll
  • musica pop

11. Le cassette magnetiche

Negli anni ’60 arriva la:

musicassetta

Permette di:

  • ascoltare musica
  • registrarla
  • creare compilation personali

 


12. Il Walkman: musica sempre con sé

Nel 1979 la Sony lancia il:

Walkman

La musica diventa personale e portatile.

Prima: si ascoltava musica in casa.

Dopo: si ascolta camminando, viaggiando, facendo sport.

Nasce il concetto di playlist personale.


13. Il CD: la musica digitale

Negli anni ’80 arriva il:

Compact Disc (CD)

La musica viene trasformata in dati digitali.

Vantaggi:

  • qualità maggiore
  • niente usura del disco
  • più durata

Gli album diventano prodotti digitali.


14. Il MiniDisc: una tecnologia che non vince

Negli anni ’90 Sony propone:

MiniDisc

Aveva vantaggi:

  • piccolo
  • riscrivibile
  • qualità buona

Ma fallisce perché arriva poco prima di una rivoluzione più grande:

l’MP3


15. L’MP3: la musica diventa un file

L’MP3 permette di comprimere la musica riducendo molto la dimensione.

Un brano può stare dentro:

  • computer
  • telefono
  • lettore portatile

La musica non è più un oggetto fisico è un file.


16. Napster e la condivisione online

Nel 1999 nasce:

Napster -piattaforma per l’online sharing

Permette agli utenti di scambiarsi file musicali, così la musica può circolare velocemente in internet, molti file erano condivisi senza autorizzazione degli artisti.

Nasce un grande dibattito:

  • libertà di condivisione
  • diritto d’autore

17. Lo streaming: la musica come servizio

Oggi la musica arriva soprattutto attraverso lo streaming.

Esempi:

Spotify
Apple Music
YouTube

Non possediamo più veramente la musica:

la ascoltiamo quando vogliamo attraverso internet.

Il modello economico è cambiato:

  • abbonamenti
  • pubblicità
  • ascolti che generano piccoli guadagni per artisti e case discografiche